Passa ai contenuti principali

Comunicare ai tempi del Coronavirus


La nostra generazione, cresciuta senza social e senza messaggi telematici, si trova ora a doversi confrontare con una comunicazione anche in ambito sportivo completamente innovativa rispetto al passato. 
Un tempo, e non certo remoto, lo sport lo si scopriva attraverso i campi di calcio o di pallacanestro  del paese o si iniziava a praticare danza in piccole  palestre scolastiche, fra dialoghi viso a viso con chi ti consigliava " Vai qui. No, vai qui. Guarda che quella palestra ha un istruttore bravo. Vedi che mia figlia si trova bene". 
E per anni questo è stato il modo più pratico di " Pubblicità ". 
Ora è ancora così? Il Coronavirus ha cambiato la comunicazione ? 
Il Coronavirus è un virus particolare. Non ha toccato solo l'aspetto della salute fisica ma ha travolto, rivoluzionato, scardinato ogni nostra più profonda certezza e ogni nostra più lenta abitudine. 
La comunicazione, anche sportiva, è cambiata profondamente in questo periodo di lock down.
Dalla vicina di casa, all'amico, al parente che ci consigliava questa o quella palestra siamo passati a una invasione totale e travolgente da parte dei  Social Network che ora la fanno da padrone, a discapito e crollo dei tradizionali mezzi di comunicazione. 
Sono nate le dirette, mezzi di comunicazione che prima ignoravamo e questi nuovi modi di interagire faranno sempre più parte del nostro vivere quotidiano. 
Abbiamo modificato la percezione di noi stessi che ora passa, e passerà sempre di più, attraverso un video, una diretta, una gif, un social. 
Noi stessi, abituati a girare l'Italia in lungo e in largo per convegni e simposi, assaporando il gusto del viaggiare attraverso il più bel paese del mondo, gustando i sapori delle varie terre e annusando l'odore dell'aria del mare piuttosto che il profumo dei luoghi di montagna, abbiamo attraversato i mesi del fermo in video e dirette che ci hanno portato a girare virtualmente la penisola, dal Friuli Venezia Giulia fino alla Sicilia che si affaccia il meraviglioso Mediterraneo. 
Sulla scia di un virus arrivato da lontano la comunicazione e la formazione sportiva stanno attraversando un cambiamento epocale. 

A cura di Katia Arrighi, Francesco De Nardo, Paolo Réndina 

Commenti