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È una bozza: la Riforma dello sport è ancora una bozza.

Nell'incredibile corsa al commento ad ogni costo stiamo assistendo a prese di posizione o a favore o contro una riforma che è ancora in bozza quindi potrà ( come sovente accade) essere sottoposta a cambiamenti ed essere oggetto di modifiche. 

Per anni abbiamo invocato necessità di cambiamento : ora non va più bene. 

La bozza non contiene solo gli aspetti legati al rapporto di lavoro sportivo ma " Stravolge", completamente, l'assetto degli equilibri relativi a un mondo in cui gli stessi operatori per decenni hanno lamentato inesattezze:

1) riassetto degli equilibri interni ed esterni di gestione con la tripartizione in tre figure adibite ad occuparsi di sport : Coni, Sport e Salute, Futuro ufficio presso il Ministero dello Sport. 

Come sarà il futuro delle competenze di questi tre soggetti? 

Analizzare una bozza è di per sé un esercizio stilistico interessante ma considerare la bozza stessa fonte di diritto è come credere nei personaggi delle favole. 

La linea è stata marcata, certamente, ma da lì a dire che sarà la definitiva è errato. 

Sabato siamo stati raggiunti dall'invio di molti messaggi in cui ci dicevano " Ecco la bozza aggiornata, quella di ieri è vecchia ". 

In realtà era la stessa ma la circostanza che molti siano stati presi dal panico per una bozza che con molta probabilità non avevano letto se non superficialmente è sintomatico della stanchezza che tutti abbiamo in questo periodo storico. 

2) la bozza pone l'accento sulla figura del lavoratore sportivo per anni richiesta dagli operatori stessi e pone l'accento sulla differenziazione fra chi vive attraverso lo sport ( prevedendo differenti possibilità di inquadramento) e chi opera nelle associazione solo per pura passione e diletto ( prevedendo ben altri inquadramenti). 

Giusta, corretta, errata, modificabile che sia resta a tutt'oggi una bozza. 

3) la bozza definisce per la prima volta il concetto di " Sport" , presupponendo di base una attività fisica che non tutti gli sport possono garantire. 

È sbagliato? 

È giusto? 

Scevro da ogni commento sulla correttezza o meno resta l'innegabile circostanza che è la prima volta che si da una definizione che può, come ogni cosa, accontentare alcuni o scontentare altri. 

Probabilmente i precedenti legislatori evitarono accuratamente di dare una definizione di un mondo così variegato che è praticamente impossibile cristallizzare in brevi definizioni, ma deve essere riconosciuto all'attuale legislatore lo sforzo fatto per definire un mondo che racchiude in sé dall'agonismo più puro al benessere più sublime, passando attraverso il piacere e il diletto e con risvolti legati alla salute e al sociale. 

Come la formuli una definizione che contempli tutto ciò senza che plotoni di esecuzione ti dicano " È sbagliato io avrei fatto così ".? 

4) la bozza contiene interessanti aspetti legati all'impiantistica e alla giustizia Sportiva che nella stragrande maggioranza dei casi non suscita l'interesse generale perché è vista come un qualcosa di lontano, di fumoso, di " Tanto non tocca a me", mentre in realtà ogni soggetto che opera in ambito sportivo è un soggetto destinatario di una particolare giustizia sportiva. 

5) la bozza tocca spunti interessanti sul sociale, sul concetto di ripartizione degli utili, scardinando ancestrali e ataviche convinzioni ideologiche persino degli organi accertatori.

È una bozza, non perfetta in alcuni punti, interessante in altri, con qualche errore in tal altri ma resta a tutt'oggi una bozza e non una legge. 

I lavori che la porteranno alla pubblicazione potranno essere privi di ostacoli o meno ma resta il fatto che ad oggi è una bozza che traccia le linee di una svolta epocale nel nostro mondo. 

Non potrà soddisfare tutti e con molta probabilità scontenterà qualcuno. 

Attendiamo i lavori futuri e a differenza di chi dice cosa avrebbe fatto se fosse stato il Ministro noi che Ministro non siamo non ci permetteremmo mai di dire " Noi avremmo fatto così ". 

È così snervante quando lo dicono a noi che abbiamo deciso di non dirlo noi agli altri. 

Ciò che conta è solo una cosa: lo sport. 

Almeno su quello siamo tutti d'accordo. 

@consulentidellosportedelterzosettore

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