Dame de Sport : lo sport vissuto attraverso gli occhi di una donna in un dialogo con una donna di sport DELIA PIRALLI
Ci è voluto un po', ho fatto fatica lo ammetto, ma alla fine le sue resistenze sono capitolate e mi ha detto si " va bene, scriviamo un libro sulla mia storia come donna nello sport ".
Ha tanti aneddoti da raccontare, tanti fatti da narrare, tanta vita da dirmi; una vita vissuta per lo sport e con lo sport.
Non so neppure quando uscirà come libro ma nel frattempo ho raccolto il materiale e mi sono divertita a scrivere le prime righe.
Dame de Sport: Delia Piralli.
E il libro lo dedicheremo ad Andrea, il suo bimbo morto troppo presto, e a Alessia, la mia nipotina che se ne è andata troppo presto.
@katiaarrighi
LA DAME DE SPORT
Lo Sport vissuto attraverso gli occhi di una donna
Dialogo con una donna di sport
Capitolo Primo
Artemide
Nietzsche diceva “ ai rari le cose rare”.
Ed è con questa riflessione che inizia un breve viaggio attraverso la scoperta di una donna che ha fatto dello sport la sua passione e della sua passione la sua ragione di vita.
Sulle rive del mare della Grecia, secoli fa, viveva una antica dea greca, Artemide, dea della caccia e della luna, figlia di Zeus e di Leto, sorella di Apollo.
Artemide era la dea della forza femminile, della capacità di ogni donna di essere forte e di sconfiggere avversità e paure, circondata da donne e amata dalle donne.
Dea indomita, idealista, razionale , poteva trasformarsi in una rabbia feroce, spesso sproporzionata, ma anche in una infinita dolcezza coinvolgente e rassicurante.
E’ cosi che vogliamo iniziare l’avventura narrativa alla scoperta de “ Dame de sport” , la Signora dello Sport in un ritratto di una donna che ha fatto dello sport la propria ragione di vita e ha creato attraverso lo sport una immagine di donna risoluta, organizzatrice, longobarda.
Artemide era la dea che coltivava la sua femminilità come valore in sè senza dipendere da altri . Era la dea dell’energia che sostiene una donna nell’esplorare i territori incontaminati facendosi coinvolgere da una causa, da una disciplina.
La Dame de sport è cosi : si è fatta coinvolgere a tal punto dallo sport da diventarne una icona per tutte quelle donne che attraverso lo sport vogliono trovare un ruolo nella società. Donne sportive, donne atlete, donne dirigenti in un mondo pressoché ancora quasi completamente maschile dove essere donna non è sempre facile.
Se alziamo gli occhi al cielo possiamo vedere la costellazione di Orione, creata dalla dea Artemide stessa.
La leggenda narra che Orione, nel tentativo di causare violenza alla dea, fu da lei ucciso tramite la puntura di uno scorpione e poi scaraventato in cielo a formare una costellazione che ci osserva dall’alto e ci osserva ogni giorno .
“smettila di dire assurdità e cerca di essere seria”. E’ cosi che inizia il dialogo fra me, amante della storia, della mitologia e dello sport e questa donna minuta, bionda, longobarda in un dialogo di narrazione della vita di una persona che è stata resa guerriera dalla vita stessa perché ha superato prove e avversità che l’hanno resa l’amazzone che è oggi.
“parli sempre di storia e di miti”
Ha ragione. Lo so.
Trovo noiose da sempre le conversazioni fini a loro stesse e amo narrare la vita attraverso gli antichi miti e quale mito antico può raffiguare al meglio lei se non quello delle amazzoni, antiche donne guerriere combattive e risolute, donne dedite allo sport perché cavalcavano, tiravano con l’arco, correvano.
Lei invece, che a cavallo non ci sa andare e non corre neppure se rincorsa, è una donna del karate, uno sport che io non ho mai realmente capito prima di conoscere lei : Delia Piralli.
E ammetto che pur dopo averla conosciuta io continuo a non capirlo fino in fondo.
Mi parla spesso di karate, mi narra di incontri, di gare e di regole che io ascolto fra l’incompreso e l’incomprensibile.
Lei inizia la sua narrazione e non importa se io la ascolto o meno , o se la comprendo o meno: il fuoco della passione per quello sport la coinvolge cosi tanto che narra di fatti, cita persone, racconta annedotti come se io comprendessi appieno il senso del suo ragionamento. E’ cosi che avviene quando il fuoco della passione più pura prende il sopravvento .
Questo libro vuole essere un omaggio a tutte quelle donne che non si arrendono, che combattono, che sopravvivono alla vita anche quando la vita non è certo una passeggiata rilassante : donna che è partita dalle palestre milanesi ed è arrivata ad essere un dirigente nazionale sportivo , insignita delle medaglie Coni per meriti sportivi e icona per tutti quelli che amano il karate.
Non importa se io capisco o meno le regole del karate : importa solo che se ami profondamente ciò che fai e hai caparbietà, dedizione, amore per qualcosa puoi rendere quel qualcosa la tua ragione di vita e il karate, per chi lo ama , è ragione di vita.
“ perchè lo intitoli cosi? “
“ in omaggio a una donna bellissima che visse nella Francia di fine medioevo , chiamata Dame de Beautè”.
Ha sorriso, inarcando le sopracciglia e muovendo il labbro verso destra, come chi la conosce sa perfettamente riesce a fare in un sorriso enigmatico che non sai mai se è di compiacimento o se sei in grave pericolo.
La Dame de Sport: Delia Piralli.
Capitolo Secondo
La passione per lo sport
“ Delia, concentrati, parlami di karate “.
Mi siedo, prendo una tazza di te e inizio ad ascoltare la sua storia , dagli inizi.
Milano, anni 90.
Una Milano ricca, intraprendente, dinamica piena di vita e di vitalità. Milano è unica. E’ una città unica e inimitabile: mai ferma, mai indomita. Mentre sto scrivendo queste righe Milano è in stato di stand by per colpa del Coronavirus, che sarà un semplice e lontano ricordo quando e se questo libro verrà pubblicato, ma Milano risorgerà più bella, più elegante, più austroungarica di sempre.
Negli anni 90 Milano era il centro della vitalità del nord Italia: attività, incontri, meeting.
A sud di Milano, in zona Navigli, fra palazzi altissimi e cortili nascosti, un gruppo di persone fondò una palestra di karate e lei era li a gestire la palestra e a stare accanto ai ragazzi che in quella palestra si allenavano e vivevano .
L’Italia è un paese dove chi pratica sport lo fa grazie all'impegno quotidiano di un esercito di nascosti, di sconosciuti, di invisibili : è l’esercito di dirigenti, tecnici e presidenti che ogni giorno mandano avanti una macchina organizzativa immensa che permette ai nostri figli di praticare sport e di partire dalle periferie delle nostre città per arrivare fino alle Olimpiadi.
Io ho provato ad arrivare alle Olimpiadi, con la ginnastica artistica, ma ero talmente poco portata fisicamente per lo sport che non sono arrivata neppure al portone di casa anche se la passione per lo sport è stata cosi forte che mi sono reinventata nello sport facendo altro .
Lei ha fatto cosi: si è inventata nello sport raggiungendo però livelli incredibili di capacità organizzative e professionali .
Il nostro rapporto è strano : lei mi borbotta dietro e io la seguo in palazzetti gremiti di atleti in gara, di tecnici , di dirigenti, di giudici, di genitori e resto ad osservarla mentre dirige l’immensa macchina organizzativa che c’è dietro ogni evento.
Molto spesso si è propensi a criticare gare, organizzazioni, il lavoro altrui senza soffermare l’attenzione che dietro ogni gara e ogni manifestazione ci sono ore e ore di lavoro, di incontri, di programmazione. Qualcosa può sempre non andare perfettamente bene
Il Karate è uno sport molto particolare, molto formativo: un bimbo o una bimba iniziano da piccoli a praticare questa disciplina e con dedizione, allenamento e passione raggiungono livelli di eccezionale padronanza di loro stessi.
Non è vero che non ti ascolto mai, Madame, quando mi parli di Karate e te lo dimostro .
(.....)

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